Carrìon – Terradillos de los Templarios
25,7 Km
Il Cammino – 4° giorno
Quarto giorno…
Si parte di buon’ora, dopo la colazione di rito e la consueta preparazione dello zaino. Non riesco più a separarmene, sta diventando il mio compagno di viaggio virtuale (e ideale). Non si lamenta, non si vuole fermare ogni momento, non ha problemi di vesciche e/o articolazioni, non ha mai né fame nè sete. Insomma il compagno perfetto. Non dico che ci parlo, ma qualche volta mi verrebbe anche spontaneo…
In cammino…
Poco dopo l’abbazia di San Zoilo, di cui ho già parlato, si arriva sulla strada provinciale. La storica via Aquitana. Un tracciato completamente diritto e privo di alberi. Non se ne scorge la fine.
L’atmosfera, piuttosto surreale, invita alla riflessione.
Passo dopo passo mi ritrovo solo con me stesso. Mentre gli occhi contemplano fissi l’interminabile selciato, la mente comincia a prendere direzioni diverse. Inizia un suo viaggio a ritroso nel tempo. Mi scavo un po’ dentro. Momenti di grande malinconia per scelte che avrei potuto seguire, grandi affetti che hanno accompagnato la mia vita a cui avrei dovuto dedicare più attenzione. Come sarebbe stato il mio percorso se avessi agito più istintivamente e più libero? Tutto alternato con momenti di moderata soddisfazione, in fondo mi piaccio abbastanza così come sono. Cerco di riprendere il controllo…mi sembra un po’ presto per parlare di bilanci. Anche se, penso, non sarà del tutto casuale che questi pensieri comincino ad affiorare…forse gli anni stanno proprio passando…
Assorto, continuo a macinare chilometri superando e lasciandomi superare da compagni di viaggio che non conosco e di cui ignoro le vicende personali. Sarebbe bello se accadesse, il confronto, la condivisione delle vite altrui…vedremo…in fondo è un po’ l’obiettivo di questo viaggio. Conoscere meglio se stessi attraverso la conoscenza di chi ci sta intorno. Intanto oltrepasso Calzadilla de la Cueza
e, più avanti, le rovine di Santa Maria de las Tiendas. Arrivo a Lédigos, un borgo quasi inesistente. Faccio una tappa.
E’ il momento giusto. Vi do un cenno sulla questione “credenziale del pellegrino”. La mitica “Compostela”. In questi primi giorni di viaggio mi sono reso conto di quanto importante sia diventata per il viaggiatore questa testimonianza cartacea del cammino percorso. Una specie di frenesia nel rincorrere chiunque possa apporre un timbro su questa memoria. Qualcosa di tangibile da poter esibire a testimone “io sono passato di qui”.
Chiariamo subito che anche io mi sono lasciato coinvolgere. Quindi non sono diverso dagli altri. Diciamo però che le origini di questa tradizione arrivano da lontano. Medioevo, quando il “cammino di Santiago” era soprattutto una forma di espiazione che era indispensabile certificare. Ecco, nei secoli, tutto questo si è perso. Non avrebbe, d’altronde, più ragione di essere. Tuttavia resiste questo desiderio di dimostrare agli altri di aver compiuto l’impresa quando, invece, sarebbe sufficiente gioirne nel nostro intimo. Ognuno con le sue motivazioni più profonde.
Insomma, per non perdermi, su questa “tessera elettorale”, che si può acquistare per pochi denari, si possono apporre, lungo il percorso, i timbri (sellos) reperibili in qualsiasi bottega, edificio di culto, albergo, ostello ecc. Una volta concluso il percorso, a Santiago, in uffici dedicati, viene rilasciata la “Credenziale” attestante i chilometri percorsi. Piccola precisazione, questo documento viene rilasciato anche solo percorrendo gli ultimi 100 chilometri. Non condivido molto, ma un po’ di spirito imprenditoriale ci vuole sempre. Che volete fare…
ecco, abbiamo parlato anche della Credenziale.
Domani magari vi spiego come, a fine giornata, devo invece trattare i miei piedi, e in particolare le vesciche, con ago e filo. Ma questa è un’altra storia.
Bene, cammina cammina arrivo a Terradillos de los Templarios un tempo appartenente all’ordine dei Templari. La storia di questo ordine Cavalleresco divenuto il più importante del medioevo mi ha sempre incredibilmente affascinato. Potrei scrivere a lungo sulle loro origini, splendore e decadenza. Credo però che si perderebbe un po’ lo spirito del mio diario. Quindi se qualcuno fosse interessato, può facilmente reperire tutte le informazioni del caso direttamente in rete.
Raggiungo l’albergue Templarios. Mi butto sul letto. Ragazzi, ci rivediamo domani. Felice notte,
Si parte di buon’ora, dopo la colazione di rito e la consueta preparazione dello zaino. Non riesco più a separarmene, sta diventando il mio compagno di viaggio virtuale (e ideale). Non si lamenta, non si vuole fermare ogni momento, non ha problemi di vesciche e/o articolazioni, non ha mai né fame nè sete. Insomma il compagno perfetto. Non dico che ci parlo, ma qualche volta mi verrebbe anche spontaneo…
In cammino…
Poco dopo l’abbazia di San Zoilo, di cui ho già parlato, si arriva sulla strada provinciale. La storica via Aquitana. Un tracciato completamente diritto e privo di alberi. Non se ne scorge la fine.
L’atmosfera, piuttosto surreale, invita alla riflessione.Passo dopo passo mi ritrovo solo con me stesso. Mentre gli occhi contemplano fissi l’interminabile selciato, la mente comincia a prendere direzioni diverse. Inizia un suo viaggio a ritroso nel tempo. Mi scavo un po’ dentro. Momenti di grande malinconia per scelte che avrei potuto seguire, grandi affetti che hanno accompagnato la mia vita a cui avrei dovuto dedicare più attenzione. Come sarebbe stato il mio percorso se avessi agito più istintivamente e più libero? Tutto alternato con momenti di moderata soddisfazione, in fondo mi piaccio abbastanza così come sono. Cerco di riprendere il controllo…mi sembra un po’ presto per parlare di bilanci. Anche se, penso, non sarà del tutto casuale che questi pensieri comincino ad affiorare…forse gli anni stanno proprio passando…
Assorto, continuo a macinare chilometri superando e lasciandomi superare da compagni di viaggio che non conosco e di cui ignoro le vicende personali. Sarebbe bello se accadesse, il confronto, la condivisione delle vite altrui…vedremo…in fondo è un po’ l’obiettivo di questo viaggio. Conoscere meglio se stessi attraverso la conoscenza di chi ci sta intorno. Intanto oltrepasso Calzadilla de la Cueza
e, più avanti, le rovine di Santa Maria de las Tiendas. Arrivo a Lédigos, un borgo quasi inesistente. Faccio una tappa.E’ il momento giusto. Vi do un cenno sulla questione “credenziale del pellegrino”. La mitica “Compostela”. In questi primi giorni di viaggio mi sono reso conto di quanto importante sia diventata per il viaggiatore questa testimonianza cartacea del cammino percorso. Una specie di frenesia nel rincorrere chiunque possa apporre un timbro su questa memoria. Qualcosa di tangibile da poter esibire a testimone “io sono passato di qui”.
Chiariamo subito che anche io mi sono lasciato coinvolgere. Quindi non sono diverso dagli altri. Diciamo però che le origini di questa tradizione arrivano da lontano. Medioevo, quando il “cammino di Santiago” era soprattutto una forma di espiazione che era indispensabile certificare. Ecco, nei secoli, tutto questo si è perso. Non avrebbe, d’altronde, più ragione di essere. Tuttavia resiste questo desiderio di dimostrare agli altri di aver compiuto l’impresa quando, invece, sarebbe sufficiente gioirne nel nostro intimo. Ognuno con le sue motivazioni più profonde.
Insomma, per non perdermi, su questa “tessera elettorale”, che si può acquistare per pochi denari, si possono apporre, lungo il percorso, i timbri (sellos) reperibili in qualsiasi bottega, edificio di culto, albergo, ostello ecc. Una volta concluso il percorso, a Santiago, in uffici dedicati, viene rilasciata la “Credenziale” attestante i chilometri percorsi. Piccola precisazione, questo documento viene rilasciato anche solo percorrendo gli ultimi 100 chilometri. Non condivido molto, ma un po’ di spirito imprenditoriale ci vuole sempre. Che volete fare…
ecco, abbiamo parlato anche della Credenziale.
Domani magari vi spiego come, a fine giornata, devo invece trattare i miei piedi, e in particolare le vesciche, con ago e filo. Ma questa è un’altra storia.
Bene, cammina cammina arrivo a Terradillos de los Templarios un tempo appartenente all’ordine dei Templari. La storia di questo ordine Cavalleresco divenuto il più importante del medioevo mi ha sempre incredibilmente affascinato. Potrei scrivere a lungo sulle loro origini, splendore e decadenza. Credo però che si perderebbe un po’ lo spirito del mio diario. Quindi se qualcuno fosse interessato, può facilmente reperire tutte le informazioni del caso direttamente in rete.
Raggiungo l’albergue Templarios. Mi butto sul letto. Ragazzi, ci rivediamo domani. Felice notte,