13 ottobre

Lazise – Brenzone (28,47 Km)

Appunti e disappunti 3° giorno

Eccoci di nuovo.
Consueto servizio taxi e arriviamo in auto a Lazise per riprendere il cammino verso il nord.
Stavolta con zaino in spalle.
Già..., mi sto allontanando troppo da casa di Gianni e stasera ho deciso di dormire lungo il percorso.
Trovato una sistemazione a Brenzone.
Dallo smaccato accento marchigiano scopro che il tizio con cui ho fissato telefonicamente la camera è nientemeno che di Jesi.
Fantastico...meglio di così...una garanzia!
Facciamo colazione in un tavolino all'aperto.
Giornata di sole a palla.
Promette alla grande.
A questo punto mi carico lo zaino e saluto gli chauffeurs.
Riprendo il lungo lago.
Dopo circa 5 km. arrivo a Bardolino che supero e punto verso Garda.
Una serie di zig zag, che mi allontanano e riavvicinano al lago, mi portano a destino.
Supero il porto e riprendo il lungo lago.
Presto diventa praticamente spiaggia, dove peraltro termina il sentiero.
Sono costretto ad allontanarmi dall'acqua e guadagnare la provinciale.
A questo punto, dopo un paio di punti panoramici molto belli sul golfo di Garda e il Monte La Rocca, proseguo salendo verso nord ovest.
Le vedute sono davvero un incanto.
Proseguo tra gli ulivi attraverso sentieri e viottoli.
In lontananza si intravede il Castello Scaligero di Torri del Benaco. In questa zona gli Scaligeri l'hanno fatta proprio da padroni.
Si scende.
In breve arrivo sul lungolago e al porticciolo di Torri.
Meritato spritz e si riparte per un breve giro del paese.
Castello Scaligero, limonaie del '700.
Tutto molto molto interessante.
La direzione è Malcesine, ma la meta di oggi è Brenzone.
Lo Jesino mi aspetta.
La zona del Monte Baldo, che mi attende, è tutt'altro che una passeggiata.
Salite, discese, ancora salite.
I dislivelli per il momenti non sono così arditi, ma il peggio arriverà domani.
Lo sento.
Supero alcuni borghi molto belli, che parlano di un passato sicuramente più palpitante.
Coi, Crero, la Chiesetta di San Siro, poi sul lago si comincia a intravedere in lontananza la mitica Malcesine.
Sul percorso trovo anche un ponte Tibetano (di recente costruzione sembra).
Arrivo a Pai di Sopra, graziosa frazione.
E qui abbandono il tracciato per cominciare a scendere verso il lago.
Riprendo e percorro circa 1 km. per raggiungere il mio albergo.
Non male.
L'unico problema è che siamo fuori stagione.. L'hotel non fa servizio ristorante e nei dintorni il nulla.
Doccia calda e mi armo di coraggio.
Riprendo il lungolago.
Raggiungo il porticciolo di Castelletto a circa 40 minuti di cammino.
Mi mette un po' d'ansia l'idea di farlo a ritroso nel dopocena.
Speriamo almeno ne valga la pena.
Raggiungo il ristorante "Da Umberto" e mi siedo...
Vi risparmio le mie impressioni sul servizio e sui piatti.
Comunque non ci tornerò e vi basti.
In compenso un tramonto rosso fuoco sul lago.
Mozzafiato.
Vado a letto.
Domani tappa impegnativa.
notte

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